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Un
paese…
A metà strada tra il Mare Adriatico e i Monti Sibillini,
su di una lieve collina ad appena 227 metri s.l.m, sorge
Grottazzolina. Una popolazione in continuo aumento (3108
ab.), grazie al suo vario e florido artigianato, alla
sue industrie in espansione.
Un paese, dunque, già proiettato nel futuro ma con una
storia antica, importante e degna di nota.
I primi insediamenti umani nel territorio risalgono
all'ottavo secolo A.C., come testimoniano gli scavi
archeologici effettuati tra il 1948 ed il 1953.
Verso la metà del X secolo fu poi edificato dai monaci
Farfensi il castello: il primo nucleo abitato del paese
da essi denominato Montebello: poco dopo lo stesso passò
sotto la dominazione dei Canonici della Cattedrale di
Fermo, che ne mutarono il nome in Grotta dei Canonici
(Cripta Canonicorum).
Nel 1208 Ottone IV, concesse ad Azzo d'Este la marca
d'Ancona. Alla morte di costui, nel 1217, il possesso
della Marca fu riconfermato da Papa Onorio III al figlio
Azzo VII (o Azzolino) che ribattezzò il castello col
nome di GROTTA AZZOLINA che conserva tuttora.
Dal XIV secolo Grottazzolina si trova sotto il dominio
della città di Fermo, retta fin dal declinare del XII
secolo da un Governo libero e popolare sotto lo Stato
della Santa Sede.
Il castello di Grottazzolina fu ripetutamente occupato e
saccheggiato nel corso degli anni e solo dopo il 1465 fu
riportato l'ordine da parte del Senato Fermano.
Grottazzolina fu fortificata dal Signore di Fermo
Oliverotto Uffreducci, il quale vi istituì una fonderia
di cannoni; fu eretta a libero Comune nel 1537 quando
Pier Luigi Farnese, per ordine di Papa Paolo III, occupò
la città di Fermo multandola e spogliandola di ogni
diritto.
Trascorsi dieci anni di operosa tranquillità il paese
tornò, ancora per ordine del Papa, sotto la
giurisdizione di Fermo.
Dal 1600 Grottazzolina fu governata come altri 47
Castelli dalla città di Fermo, attraverso Podestà e
Vicari.
Dopo la battaglia di Castelfidardo entrò a far parte del
Regno d'Italia e dal dicembre del 1860, quando Vittorio
Emanuele II tolse a Fermo la Provincia unificandola con
quella di Ascoli Piceno, Grottazzolina divenne Comune
autonomo.
La sua vivacita’ anche politica ha fatto si che sulla
sedia di primo cittadino sedessero personaggi del
calibro del baritono Francesco Graziani ( sul finire del
secolo scorso) e Vincenzo Monaldi (negli anni 60)
professore di fama mondiale e primo ministro della
sanita’ della repubblica italiana
Questa il cammino storico del nostro Paese.
Il presente è caratterizzato da un importante sviluppo
artigianale e delle piccole e medie imprese.
Una terra che, quindi, è capace di conciliare i mestieri
di una volta con le moderne tecniche produttive.
Grottazzolina è soprattutto un paese da visitare, da
scoprire e riscoprire nelle sue risorse umane, storiche
e culturali.
Il Castello Azzolino, simbolo dell'orgoglio cittadino e
testimone di una vitalità storica di antiche origini, si
erge al centro dell' insediamento urbano.
La Cozzana, quartiere di antica memoria , recentemente
ristrutturato da parte dell'Amministrazione Comunale.
abbraccia il lato est della piazza Umberto I.
L'ex Ospedale Benedetti, completamente risanato, ospita
le realtà cittadine che operano in campo sociale e
culturale.
Il Teatro Ermete Novelli, costruzione in stile liberty
con oltre 250 posti, ospita annualmente un'importante
stagione di Prosa con compagnie di rilievo nazionale.
Il Palazzo Comunale in stile Romanico con intonazione
medioevale presenta una interessante torre merlata
frutto dell’opera di una cooperativa locale per la
ricostruzione del primo dopoguerra.
La Chiesa del SS. Sacramento e Rosario (1768) con una
facciata in stile classico, contiene al suo interno
affreschi, tele e sculture.
La Chiesa di S Giovanni Battista (1684), ricostruita su
una preesistente chiesa romanica.
Sono proprio queste le risorse che rendono interessante
e piacevole la visita del nostro paese.
Una visita che è ulteriore incentivo per quanti, anche
quest'anno, parteciperanno alla Maratona del Piceno,
che, oltre ad essere una tra le più importanti
appuntamenti agonistici italiani, è anche un'occasione
per conoscere le ricchezze del nostro territorio.
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