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Vittorio
Marziali nasce a Grottazzolina nel lontano 1884.
Incline alla musica fin da bambino, frequenta la scuola
della locale banda cittadina ed in seguito segue le
lezioni private presso alcuni dei piu’ rinomati maestri
del fermano.
Trascorre le sue giornate dividendo il tempo tra lo
studio e il lavoro di fabbro ferraio nella bottega
artigiana gestita insieme al fratello Torquato.
Nella banda di Grottazzolina suona il quartino piccolo
in mi bemolle durante il periodo del maestro Amici,
forse, il primo maestro della Banda, costituitasi nel
1883.
Partito militare, entra a far parte della banda di
Cerignola che gli consentira’ di continuare gli studi e
di conoscere le grandi opere degli autori classici.
Una volta congedato vince il concorso presso la banda
municipale di Milano ove si trasferisce nel 1914 subito
dopo essere convolato a nozze.
Oramai professionista della musica, Marziali suona con
varie orchestre da ballo e continua con profitto ad
affinare le sue doti innate di strumentista seguendo le
lezioni dei migliori maestri milanesi, oltre a dedicarsi
alla notazione musicale, studi che gli saranno di grande
aiuto qualche anno piu’ tardi.
Ha il privilegio di suonare con la banda del teatro
“Alla Scala” di Milano durante il periodo
dell’indimenticabile maestro Arturo Toscanini,
sicuramente uno dei piu’ grandi direttori del nostro
secolo.
Di Toscanini ebbe modo di confidare ai suoi familiari il
carattere irruento ed impulsivo che manifestava durante
le prove dove spesso rimproverava i suoi orchestrali
apostrofandoli con lo pseudonimo si “sacchi di carbone”
perche’ a suo dire suonavano senza mettervi sentimento.
Conclusa questa straordinaria esperienza, entro’ a far
parte dello staff della casa editrice Ricordi ove,
grazie ad una sua rivoluzionaria invenzione riguardante
il sistema di stampa degli spartiti musicali, venne
promosso direttore della divisione musicale con a sua
disposizione ben 25 dipendenti.
Orgoglioso del suo brevetto lavoro’ con entusiasmo per
35 anni presso la stessa casa editrice, trascrivendo ed
anche correggendo ove si rendeva necessario le partiture
scritte a mano a lui affidate dai compositori
dell’epoca, prima di mandarle in stampa.
Nonostante la sua fulgida carriera lo impegnasse
fortemente, non abbandono’ mai il legame sempre vivo con
il suo paese d’origine ove era solito recarsi per
assistere ai tradizionali festeggiamenti del mese di
giugno.
Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Grottazzolina
presso l’abitazione di famiglia.
La morte lo colse nel 1975.
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